Il like e il nero
Il solipsismo, l'individualismo esasperato dove ogni interesse è accentrato su di sé, ha preso il posto della sinistra. I comunicati stampa, i comunicati stampa a nome di partiti inesistenti sul territorio, le mozioni, le interrogazioni servono semplicemente a finire sotto le luci della ribalta, a caccia di like. Nell'azione politica vince il compromesso e il moderatismo subalterno alle tematiche della destra reazionaria e fascista.
Penso al caso della divisa scolastica: non si può e non si vuole elaborarlo, portarlo tra la gente, perché tra la gente si rischia di far emergere una possibile sensibilità, un pensiero strutturato o un concorrente alla poltrona del like, e questo potrebbe minacciare la propria visibilità e consentire una presa di coscienza, preferendo rafforzare il pensiero vannacciano/meloniano diffuso nel Paese.
Siamo di nuovo di fronte a un nuovo fascismo. Questo nuovo fascismo ha come pilastri una destra omofoba e razzista e una sinistra salottiera. Nella campagna elettorale del campo largo, realizzato per compiacere la destra meloniana, una delle tematiche tradizionalmente considerate di sinistra, la pace, non è stata nemmeno accennata. Non si poteva scontentare la destra: le avrebbe potuto sottrarre qualche voto. Non si potevano scontentare nemmeno gli amici razzisti e omofobi, che non voteranno mai a sinistra, ma mettono like. Alcuni, in nome di una sorta di integrazione perbenista, sono stati addirittura candidati nelle liste del campo largo.
E non si potevano scontentare nemmeno coloro che gravitano attorno a questa sinistra del like. Questi ultimi hanno una singolare capacità di sdoppiarsi: il pensiero rimane nelle parole, nelle intenzioni dichiarate, mentre le azioni finiscono per seguire il passo delle convenienze. Una separazione quasi rassicurante, che consente di abitare contemporaneamente il terreno dei principi e quello delle opportunità, senza avvertire troppo il peso della contraddizione. E così il salotto del like diventa il luogo perfetto per incontrarsi, riconoscersi e volersi bene, dove nessuno chiede davvero alle parole di misurarsi con le azioni.
La destra non ama la pace, non ama le persone e chi non ha potere. La sinistra cerca visibilità, con dei like, e chiede uno spazio nel salotto del potere, nel salotto della destra. I solipsisti, hanno rinunciato al confronto per paura di disturbare e di guardarsi in faccia per paura di svegliarsi (concetto woke)dal tepore delle poltrone e quindi non parla di pace, di diritti, d'uguaglianza e d'identità.
Nel frattempo, la destra diventa più aggressiva, svuota la pancia di cibo per riempirla di omofobia, razzismo, sessismo e misoginia. Insomma, riempie quelle pance del nuovo fascismo.
Gli ultimi, i discriminati, chi non ha voce, non ha rappresentanza è costretto a subire, nonostante gli occhi spalancati (sempre concetto Woke) e non accecati dalle luci della ribalta, questo nuovo fascismo.
La conclusione di queste mie osservazioni, che parte dal locale per interpretare il nazionale, è avere il coraggio di dire, o meglio di scrivere: la sinistra non è più sinistra e rinnega se stessa e la sua storia. Stare dalla parte delle persone è troppo impegnativo e fa caldo. Nei salotti c’è l’aria condizionata.
#woke #sinistra #destra #fascismo #pace
L.C.