Il nemico ha sei anni.

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Il nemico ha sei anni.

E così, oggi, il problema dell’Italia sono diventati i bambini stranieri. Non è urgente sistemare le scuole. Non è urgente assicurare personale adeguato per mantenerle aperte. Non è urgente consentire davvero a tutti i nostri figli di accedere alla pubblica istruzione. 

No. Tutto questo è irrilevante. Per il governo italiano il nuovo vero dramma, in questo stivale sul Mediterraneo che ha accolto per millenni tutti i popoli del mondo, sono i bambini stranieri. Figli di stranieri. Estranei, di altra razza, etnia, cultura. Non devono essere troppi. Non devono stare tutti insieme in classe. Non possono essere più di quelli italiani.

Queste sono le angosce del governo nazionale. 

Mettere un limite massimo di bambini stranieri per ogni classe. E farlo peraltro ad anno scolastico già iniziato. “Ciao piccolo, tu da oggi ti sposti di là”, “Ehi bimba, vai di là”. E perché?. “Qui già ci sono troppi stranieri”. E non è uno scherzo. 

Bene. Anzi, male. 

Per la serie, un passo alla volta. Ma indietro. Come quando le classi erano divise tra quelle con tutti maschi, e quelle con solo femmine. Poi verrà il tempo per mettere un limite ai bimbi con disabilità. Così prima li separeremo, e poi forse gli faremo trovare insegnanti già dal primo giorno di scuola. È una questione di priorità, ovviamente. Poi si passerà ai piccoli troppo vivaci. Dividiamoli. E, infine, a quelli con i tratti poco italici. 

Non esistono i bambini italiani e quelli stranieri. Esistono i bambini, punto. E sono tutti uguali. 

Alle scuole italiane non serviranno i controllori, da mettere fuori le classi, per contare gli alunni stranieri. O per meglio allocarli, come se fossero oggetti di arredo. Alle nostre scuole servono i docenti, il personale di segreteria, il personale ATA, i responsabili per aprire i laboratori. Alle scuole italiane servono i soldi per finanziare i progetti per togliere i ragazzi dalla strada, anche il pomeriggio. A noi servono gli asili nido, le mense a scuola, i campi estivi. Non passa lo straniero”, c’era scritto oggi a caratteri cubitali dal pratone della Lega Nord a Pontida. Ma non si era capito chi fosse questo terribile “straniero”. Poi, poco fa, è stato più chiaro a tutti: sono i bambini. 

“Una risata vi seppellirà”. 

E sarà proprio quella dei nostri piccoli. E lo faranno in tutte le lingue del mondo .

a.c.

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