PSICOPATOLOGIA DEI SOCIAL
๐จ๐ป ๐ฝ๐ผ๐๐ ๐ฟ๐ฎ๐ด๐ถ๐ผ๐ป๐ฎ๐๐ผ ๐ฝ๐ฎ๐๐๐ฎ ๐พ๐๐ฎ๐๐ถ ๐ถ๐ป๐ผ๐๐๐ฒ๐ฟ๐๐ฎ๐๐ผ. ๐จ๐ป๐ผ ๐ฎ๐ด๐ด๐ฟ๐ฒ๐๐๐ถ๐๐ผ, ๐ถ๐ป๐ฑ๐ถ๐ด๐ป๐ฎ๐๐ผ, ๐ถ๐ป๐๐๐น๐๐ฎ๐ป๐๐ฒ ๐ฒ๐๐ฝ๐น๐ผ๐ฑ๐ฒ ๐ฑ๐ถ ๐น๐ถ๐ธ๐ฒ, ๐ฐ๐ผ๐บ๐บ๐ฒ๐ป๐๐ถ ๐ฒ ๐ฐ๐ผ๐ป๐ฑ๐ถ๐๐ถ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ถ. Il giorno dopo lโautore rincara la dose. Non serve immaginare una patologia individuale: basta un meccanismo elementare di apprendimento sociale. Se un comportamento viene premiato, tende a ripetersi. Sui social il premio รจ esposto in vetrina: numeri, notifiche, follower, visibilitร .
๐ฉ๐๐ด๐ผ๐๐๐ธ๐ถ๐ท ci aiuta a capire il passaggio decisivo: lโuomo non pensa e agisce nel vuoto, ma attraverso segni, strumenti e relazioni sociali che modificano il comportamento. Il like, allora, non รจ innocente contabilitร . Puรฒ diventare uno stimolo-mezzo: segnala quale comportamento โfunzionaโ. ๐๐ฒ๐ป๐๐ผ ๐ฟ๐ฒ๐ฎ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ถ ๐ฎ ๐๐ป ๐ถ๐ป๐๐๐น๐๐ผ ๐ฒ ๐ฑ๐ถ๐ฒ๐ฐ๐ถ ๐ฎ ๐๐ป ๐ฟ๐ฎ๐ด๐ถ๐ผ๐ป๐ฎ๐บ๐ฒ๐ป๐๐ผ ๐ฐ๐ผ๐๐๐ถ๐๐๐ถ๐๐ฐ๐ผ๐ป๐ผ ๐ด๐ถ๐ฎฬ ๐๐ป๐ฎ ๐น๐ฒ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ ๐ถ๐บ๐ฝ๐ฎ๐ฟ๐๐ถ๐๐ฎ ๐ฑ๐ฎ๐น๐นโ๐ฎ๐บ๐ฏ๐ถ๐ฒ๐ป๐๐ฒ.
Il processo puรฒ diventare perverso. Prima si scrive qualcosa di aggressivo perchรฉ lo si pensa. Poi si scopre che rende. Successivamente si impara a produrre ciรฒ che rende di piรน. Infine il rapporto rischia di capovolgersi: non si pubblica piรน ciรฒ che si pensa; si comincia, almeno in parte, a pensare ciรฒ che ottiene reazioni. La vecchia propaganda costruiva il nemico dallโalto. I social hanno democratizzato il laboratorio: ognuno puรฒ costruire quotidianamente il proprio nemico e misurare, secondo per secondo, quanto rende.
๐๐น ๐ฐ๐ถ๐ฟ๐ฐ๐๐ถ๐๐ผ ๐ฒฬ ๐ฏ๐ฟ๐๐๐ฎ๐น๐ฒ ๐ป๐ฒ๐น๐น๐ฎ ๐๐๐ฎ ๐๐ฒ๐บ๐ฝ๐น๐ถ๐ฐ๐ถ๐๐ฎฬ: ๐ฎ๐ด๐ด๐ฟ๐ฒ๐๐๐ถ๐๐ถ๐๐ฎฬ โ ๐ฟ๐ฒ๐ฎ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ โ ๐๐ถ๐๐ถ๐ฏ๐ถ๐น๐ถ๐๐ฎฬ โ ๐ฝ๐ฟ๐ฒ๐๐๐ถ๐ด๐ถ๐ผ โ ๐ป๐๐ผ๐๐ฎ ๐ฎ๐ด๐ด๐ฟ๐ฒ๐๐๐ถ๐๐ถ๐๐ฎฬ. ๐ข๐ฑ๐ถ๐ผ, ๐ฑ๐ถ๐๐ฝ๐ฟ๐ฒ๐๐๐ผ ๐ฒ ๐ถ๐ป๐ฑ๐ถ๐ด๐ป๐ฎ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ ๐ผ๐๐๐ถ๐น๐ฒ ๐ต๐ฎ๐ป๐ป๐ผ ๐๐ป ๐๐ฎ๐ป๐๐ฎ๐ด๐ด๐ถ๐ผ ๐ฐ๐ผ๐บ๐๐ป๐ถ๐ฐ๐ฎ๐๐ถ๐๐ผ: ๐ฑ๐ถ๐๐ถ๐ฑ๐ผ๐ป๐ผ ๐ถ๐น ๐บ๐ผ๐ป๐ฑ๐ผ ๐ถ๐ป ๐ฎ๐บ๐ถ๐ฐ๐ถ ๐ฒ ๐ป๐ฒ๐บ๐ถ๐ฐ๐ถ, ๐ฐ๐ฎ๐ป๐ฐ๐ฒ๐น๐น๐ฎ๐ป๐ผ ๐น๐ฒ ๐๐ณ๐๐บ๐ฎ๐๐๐ฟ๐ฒ, ๐ถ๐ป๐ฑ๐ถ๐ฐ๐ฎ๐ป๐ผ ๐๐ป ๐ฐ๐ผ๐น๐ฝ๐ฒ๐๐ผ๐น๐ฒ ๐ฒ ๐ฑ๐ถ๐๐ฝ๐ฒ๐ป๐๐ฎ๐ป๐ผ ๐ฑ๐ฎ๐น๐น๐ฎ ๐ณ๐ฎ๐๐ถ๐ฐ๐ฎ ๐ฑ๐ถ ๐ฐ๐ผ๐บ๐ฝ๐ฟ๐ฒ๐ป๐ฑ๐ฒ๐ฟ๐ฒ. Non รจ vero che i social trasformino automaticamente le persone in fanatici. Ma un ambiente che ricompensa sistematicamente un comportamento contribuisce a selezionarlo e a riprodurlo.
La psicopatologia dei social, dunque, non รจ necessariamente nella testa di chi scrive. Puรฒ essere inscritta nella relazione sociale stessa. Lโodio diventa capitale simbolico, lโindignazione una tecnica di visibilitร , il nemico una risorsa comunicativa. La risposta pratica รจ semplice: non premiamo ciรฒ che diciamo di voler contrastare. ๐ก๐ผ๐ป ๐ฟ๐ฒ๐ด๐ฎ๐น๐ถ๐ฎ๐บ๐ผ ๐น๐ถ๐ธ๐ฒ, ๐ฐ๐ผ๐ป๐ฑ๐ถ๐๐ถ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ถ ๐ฒ ๐ฐ๐ผ๐บ๐บ๐ฒ๐ป๐๐ถ ๐ฐ๐ผ๐บ๐ฝ๐๐น๐๐ถ๐๐ถ ๐ฎ ๐ฐ๐ต๐ถ ๐๐ถ๐๐ฒ ๐ฑ๐ถ ๐ฝ๐ฟ๐ผ๐๐ผ๐ฐ๐ฎ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ. ๐ฃ๐ฟ๐ถ๐บ๐ฎ ๐ฑ๐ถ ๐ฟ๐ฒ๐ฎ๐ด๐ถ๐ฟ๐ฒ ๐ฐ๐ต๐ถ๐ฒ๐ฑ๐ถ๐ฎ๐บ๐ผ๐ฐ๐ถ: ๐๐๐ผ ๐ฐ๐ผ๐ป๐ณ๐๐๐ฎ๐ป๐ฑ๐ผ ๐๐ป ๐ฐ๐ผ๐ป๐๐ฒ๐ป๐๐๐ผ ๐ผ ๐๐๐ผ ๐ฎ๐น๐ถ๐บ๐ฒ๐ป๐๐ฎ๐ป๐ฑ๐ผ๐ป๐ฒ ๐น๐ฎ ๐ฑ๐ถ๐ณ๐ณ๐๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ? Nei social anche il nostro clic educa lโambiente. E, indirettamente, educa chi lo abita.
Anna da Bologna